giovedì 22 marzo 2012

Toccare Burri


Durante la lezione di ieri, il Professor Breschi ha citato Alberto Burri, uno dei più grandi artisti italiani del secolo scorso; una delle sue opere che ritengo più importanti per un architetto è sicuramente il grande cretto di Gibellina.
Questo paese siciliano venne completamente distrutto da un terremoto nel 1968 che causò centinaia di vittime e migliaia di senzatetto.
Sulle macerie degli edifici Burri ha concepito il grande cretto; per la sua realizzazione vennero compattate le macerie dell'abitato distrutto e successivamente vennero coperte con una colata di cemento liquido bianco; ogni fenditura è larga circa 2-3 metri ed i blocchi non superano il metro e sessanta.
Quest'opera d'arte è interessante sotto molteplici punti di vista, in primo luogo il cambio di scala operato dall'artista; Burri infatti trasforma quello che fino ad allora era sempre stato confinato nelle dimensioni della tela in un opera a scala urbana, quasi territoriali, caricando ogni suo gesto di una incredibile potenza paesaggistica. Questa sbalzo di scala ci permette di percepire il cretto e lo spazio in due maniere diverse, una a livello territoriale (particolarmente impressionante è la foto dal satellite), l'altro a livello percettivo umano, camminando realmente all'interno di un'opera d'arte.
L'altro aspetto fondamentale è come i frammenti del cretto vadano a ricostruire l'impianto urbano della città distrutta, andando così ad imprimere per sempre la storicità del luogo sulla materia; il paese che era e non è più rivive nei segni sulla materia e nei suoi dislivelli.

martedì 20 marzo 2012

Video di capolavori



Per continuare il tema della scorsa lezione vi propongo una serie di video che riguardano i due principali capolavori in ambito residenziale di Wright e Le Corbusier.
Per quelli che hanno già iniziato a leggere del libro del corso "Saper vedere l'architettura" (se ancora non lo avete fatto, fatelo) avrete capito come le fotografie diano una visione di un'architettura statica e falsamente univoca, i filmati ci permettono di avere un rapporto spaziale migliore con gli edifici; anche se visitare gli ambienti è l'unica maniera per comprenderli del tutto.

Notate anche la differenza tra i primi due filmati, il primo molto studiato e ragionato in ogni inquadratura, l'altro più amatoriale e "turistico".
Il terzo da una lettura diversa degli spazi della Casa sulla cascata; questo ci permette di capire come la stessa architettura possa essere analizzata sotto aspetti diversi che ce la faranno così percepire in maniera differente.
Questa tipologia di analisi ci sarà molto utile nel proseguimento del corso e della lettura del libro.

sabato 3 marzo 2012

Saper vedere l'architettura



Nel corso del semestre affronteremo insieme la lettura del libro di Bruno Zevi intitolato Saper vedere l'architettura. Questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1948, rappresenta una lettura basilare per ogni architetto ed è fondamentale per iniziare ad avvicinarsi al linguaggio ed alle tematiche di un oggetto architettonico.
Saper vedere l'architettura è stato oggetto di numerose ristampe nel corso degli anni e lo troverete sicuramente anche nella biblioteca di facoltà.
Zevi è stato uno dei più grandi critici e saggisti mondiali per quanto riguarda l'architettura, l'urbanistica e l'arte; il suo lavoro è attualmente portato avanti dalla Fondazione Bruno Zevi