mercoledì 13 giugno 2012

Divenire: progettare con il tempo

Studio ++






Il tempo è una variabile fondamentale nella nostra vita ed un elemento decisivo per l'architettura.
Per la cultura occidentale realizzare un'architettura da sempre ha avuto il valore di mettere al mondo qualcosa di perenne che testimoniasse l'esistenza di qualcuno e di un modo di vedere a chi sarebbe venuto dopo.
L'architettura nasceva con l'intenzione di essere eterna e proprio questa tensione temporale dava peso alla funzione dell'architetto.
In questo senso il gesto architettonico presume di essere immutabile.
Ma la realtà è sempre stata un'altra.
Perché è proprio la sfida del permanere, del fare qualcosa che rimanga a rendere epica ed assieme tragica la relazione tra architettura e tempo.
Ovvero: una volta nate le architetture iniziano a subire il passare dei giorni, degli anni e dei secoli.
Louis Kahn diceva che “la buona architettura è quella che produce buoni ruderi” accettando implicitamente il deteriorarsi di ciò che facciamo.
Questo modo di vedere è coerente con un concetto antico che considera il divenire come elemento fondamentale per l'osservazione e la comprensione del mondo (Eraclito).
Si fa quindi indispensabile la necessità di progettare e pensare nel divenire accogliendo il tempo nella creazione ed espressione di un significato.
Ed è questo un principio che il nostro lavoro ha fatto proprio.
Tutti i nostri lavori per essere compresi devono essere contestualizzati in un processo che lo connette con le regole universali dello scorrere del tempo.
Dall'antichità quest'idea è ritornata forte e spinge alla ricerca di progettare in armonia con il mondo ovvero di inserire tutto ciò che facciamo come parte integrata di un sistema di spazio e tempo.
Ne deriva una continua verifica delle proprie idee, una relatività critica, che deve essere coraggiosa e che tende sempre a mettere in crisi quello che stiamo pensando.

7 commenti:

  1. per quanto mi riguarda è stata una delle lezioni più affascinanti. Consiglio a chi non l'ha ancora fatto di andare a vedere il sito dello studio plus plus perché oltre alle cose che già ci hanno fatto vedere a lezione, ci sono molti altri lavori altrettanto interessanti!!

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  2. Io sono pienamente daccordo con paolo quando dice che è stata una delle lezioni più affascinanti. Non è solo architettura la loro, è un procedimento che guarda molto oltre la relizzazione dei progetti. L'uso del tempo come fondamentale variabile delle loro opere è un concetto straordinario, perchè le porta in una dimensione diversa, dà loro un'anima. Sembrano quasi esseri viventi che nascono con uno scopo e, terminato, muoiono dopo un determinato lasso di tempo, proprio come l'idea nell'opera senza titolo: la vita che passa da un elemnto ad un altro, esattamente come il naturale corso delle cose.

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  3. Amo profondamente l'arte e con lei l'architettura, arte che diviene funzione, che si piega al servizio della gente, capendola, confortandola, aiutandola. L'architettura è viva, ci racconta la vita dell'uomo, i suoi travagli e le sue gioie. come lo scorrere del tempo incide sulla vita umana altrettanto fa con la produzione artistica poiché essa ci parla dell'uomo in funzione dell'uomo. Inserire in un oggetto d'arte la variabile del tempo è un'operazione molto intelligente, ci aiuta ad assimilarla, a capirne meglio il messaggio poichè essa cambia e si modifica con noi, l'arte e la vita, così, scorrono insieme in un continuo processo di crescita e cambiamento. é stata una lezione veramente supenda, senza dubbio una delle mie preferite.
    Martina Perini

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  4. Diciamoci la verità: siamo rimasti tutti scioccati per la sorte del povero pesciolino rosso!!! Apparte le cavolate, i lavori fatti da questi ragazzi hanno un profondo significato, non sempre facile da capire, ma sono di sicuro lavori di grande impatto. La loro arte ha un ché di raffinato, va compresa fino in fondo per essere apprezzata in pieno. Mi è piaciuta la parte riguardante il lavoro svolto per la riqualificazione dei lotti di terra abbandonati a Miami... ben venga tutto ciò che può migliorare gli spazi abbandonati e in preda al degrado!

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  5. Ho trovato tutti gli incontri con gli ospiti in laboratorio molto interessanti, a partire da quello con l'architetto
    Brugellis, ma quello con gli artisti di studio ++ è stato, secondo me, diverso dagli altri.
    la loro sensibilità mi aiuta a concepire l'architettura in maniera globale, in tutto il suo insieme. Le loro
    opere sono un connubio di arte, tecnologia, fotografia, storia, multimedialità, idee di futuro e visioni di eternità,
    filosofia, cinema, matematica, spazi (e mondi) reali e virtuali, fisica, natura..uniti tutti da una attenta concezione del tempo, dominante.
    credo in generale che pensare, progettare, fare architettura debba essere accompagnato da un continuo apprendimento
    ed una continua ricerca di spunti di riflessione, che solo analizzati anche sotto gli aspetti meno superficiali permettono di rielaborare pensieri e idee accattivanti, siano queste profondamente articolate o semplici intuizioni.
    un plauso a studio ++

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  6. Credo che questa sia stata in assoluto la lezione che mi è piaciuta di più, e mi complimento con lo studio ++!tempo fa leggevo che gli architetti sono ''troppo tecnici per gli artisti e troppo artisti per i tecnici'' loro riescono ad essere egregiamente sia tecnici che artisti.di nuovo i miei complimenti a questi ragazzi!

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  7. Questa è stata la lezione che più mi ha colpito ed affascinato. A prescindere dalla qualità e dalla "forza" dei lavori presentati, secondo me lavorando con il tempo, hanno messo a fuoco una variabile progettuale, forse sottovalutata.
    Lo spazio virtuale creato fra i due magneti e l'idea del "trasferimento" di energia vitale del pesce mi hanno colpito molto.

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