mercoledì 13 giugno 2012

Sullo spazio pubblico

Fabio Ciaravella
Phd student in Architecture and Urban Phenomenology
Facoltà di Architettura di Matera
Università della Basilicata




Quello dello spazio pubblico è un tema centrale in tutte le contemporaneità: ad ogni epoca, ad ogni contesto e alla cultura che li guida il proprio spazio pubblico.
La sua eterogeneità morfologica e i suoi cambiamenti nel tempo lo rendono un argomento molto ampio, quasi troppo.
Così per parlarne senza perdersi in una eccessiva vaghezza è necessario fissare un sistema di riferimenti che permettano di orientarsi sull'argomento senza perdere il filo del discorso.
L'intervento al corso del Prof. Bartolozzi ha scelto come cardini di discussione cinque parametri con cui si può individuare uno spazio pubblico. Come mezzo per raccontare questi parametri sono state usate le esperienze dell'arte pubblica perchè “l'arte è sempre stata contemporanea”[1].
In un percorso che dalle vicende che legano il David di Michelangelo con Piazza della Signoria, passa per le esperienze d'arte pubblica nelle strade americane degli anni '90 fino a ritornare in Europa con le commoventi opere di Alberto Garutti, l'arte pubblica si è dimostrata uno strumento in grado di interpretare le tensioni simboliche contenute nello spazio pubblico e riportarle con imparagonabile efficacia.
Così i concetti di accessibilità, indeterminatezza, identità, condivisione e relazione che sono stati scelti come triangolazione concettuale per fissare l'idea di uno spazio pubblico, hanno avuto una loro immagine.
Triangolazione che riportata alla scala di una piccola casa unifamiliare continuava ad avere legami interessanti dimostrando che lo spazio pubblico è più legato ai suoi significati che alle sue dimensioni e pertanto è un tema transcalare (che supera le distinzioni di scala).
Riflessione quest'ultima che le parole del critico d'architettura Pippo Ciorra rafforza quando sostiene: Nella città del XXI secolo bisogna ripartire dallo spazio individuale dell'abitazione e dalla sua capacità di generare microspazi pubblici.[2]
Progettare pensando allo spazio pubblico è un valore della nostra contemporaneità che rafforza il legame dell'architettura con la società e ne allena una tensione etica dalla quale non possiamo prescindere.





[1]    La citazione vuole fare un omaggio ad un'altra opera d'arte che Maurizio Nannucci, importante artista fiorentino, ha scelto di porre sul prospetto della galleria degli Uffizi che si affaccia verso l'Arno. La frase scritta con un grande neon blu diceva: All art has been contemporary.

[2]    P. Ciorra, Senza Architettura, Bari, Laterza, 2011

1 commento:

  1. Nel fare il book ho rivisto questa lezione e mi sono ricordata, nel rileggere gli appunti e nel vedere le fotografie, di come sia stato interessante analizzare l'aspetto "pubblico" del ruolo dell'architetto.
    Ho ripensato al lavoro di Carutti a Peccioli...e ho capito che è stata un'opera pensata e, forse sarò un po' sdolcinata!, romantica, che ha saputo unire i ricordi dei cittadini, le loro storie e il loro passato in un opera bella e originale! Questo solo per mettere in luce come sia importante relazionarsi con tutte le varie esperienze, perchè in fondo sono le persone a rendere vive le opere architettoniche.

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