giovedì 5 luglio 2012

Realizzare l'Architettura

Silvio Pappalettere




“Spesso, una breve passeggiata in città, camminando, osservando e riflettendo può essere più utile che decine di ore passate a sfogliare riviste di architettura, nella ricerca di modelli da imitare...”

Riflessioni su come l'Architettura sia la sintesi di varie componenti che, apparentemente in contrasto tra loro, contribuiscono al processo progettuale e realizzativo.
Osservazioni ed esempi sulle problematiche connesse.

6 commenti:

  1. BISOGNA CURARE OGNI MINIMO PARTICOLARE
    Questa lezione ci ha trasportato nella vera realtà dell'Architettura, facendoci capire quanto sia importante e faticosa la figura dell'Architetto.
    Si capisce benissimo quanto oggi sia difficile esprimere le proprie idee e riuscire a portarle avanti, ma soprattutto riuscire ad arrivare al progetto finale con l'idea di partenza.
    Credo che per riuscire in questo intento l'Architetto deve curare il progetto nei minimi dettagli.
    Mi sento di fare una conclusione personale,dicendo che, ascoltando l'Architetto Silvio Pappalettere ho percepito e capito quanto sia importante e determinante il fatto di possedere un grosso bagaglio di passione per l'Architettura, in quanto ti aiuterà sicuramente ad affrontare qualsiasi tipologia di ostacolo, ma soprattutto sarai ricco di soddisfazione.

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  2. Di sicuro è stata la lezione più "concreta" di tutte! una sfarinata generale su tutte le magagne che un architetto deve affrontare per vedere realizzati i suoi progetti: vincoli, limiti, problematiche varie... poer'a noi!!!! Concordo in pieno sul fatto che fare una passeggiata e guardarsi intorno sia utilissimo... da quando ho iniziato l'università ho cominciato a vedere cose che prima non notavo, e in generale guardo tutto con occhi diversi ripetto a prima!

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  3. Il mestiere dell'architeto è molto difficile e me ne rendo conto sempre più con lo scorrere del tempo.
    Non è solo fare una bel progetto che possa piacere al committente, è anche stare attenti ad una serie di piccoli particolari a cui prima non facevo molto caso, da i camini sui tetti ai vani contattori. Ogni più piccolo dettaglio deve avere una determinata posizione in modo che tutto nel complesso risulti naturale, armonioso ed efficiente.
    Dover riuscire a creare un'idea realizzabile che piaccia al committente e al tempo stesso sia funzionale e rispetti tutti i vari vincoli fisici e tecnici, i limiti economici del committente, e tutte le normative previste dalle leggi.
    Come ha detto l'Architetto Silvio Pappalettere, serve una gran base culturale sulle nostre spalle, che dobbiamo far crescere insieme a noi, non dobbiamo mai stancarci di apprendere argomenti nuovi, sfogliando libri e riviste, visitando i posti, e non stancarci mai di guardare ciò che ci circonda.

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  4. Sicuramente una delle lezioni più interessanti che ci è stata proposta durante questo laboratorio...l'architetto Pappalettere ci ha fatto capire quante cose un architetto debba prendere in considerazione per far si che il suo progetto, la sua idea, si evolva nel modo più chiaro e migliore possibile come se lo era immaginato all'inizio, e come si debba seguire passo dopo passo lo sviluppo del "suo" edificio perchè tutto torni...da questa lezione ho anche capito come un architetto, anche se costretto da vincoli progettuali, funzionali, ecc, possa comunque realizzare qualcosa di architettonicamente ed esteticamente bello e funzionale...ed è questo che rende un architetto un vero ARCHITETTO!!

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  5. questa secondo me è stata una delle lezioni più interessanti, in quanto più vicina a noi, grazie soprattutto agli esempi concreti delle problematiche dovute alle leggi e anche, forse maggiormente, le problematiche legate alle richieste da parte della committenza...
    Tanto per citare un esempio...il più interessante secondo me è stato quello riguardo alla necessità, nella zona di Firenze, di realizzare gli ingressi ad un altezza pari a quella di dove arrivò l'inondazione dell'arno...

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  6. Ogni giorno mi sto rendendo conto che iscriversi alla facoltà di architettura comporta contemporaneamente l'iscrizione alle facoltà di sociologia, psicologia, urbanistica, ingegneria ma anche medicina, giurisprudenza e scienze delle comunicazioni.
    L'architetto è e deve essere un tuttologo, deve conoscere le proporzioni del corpo umano meglio di un medico, conoscere a menadito le leggi del posto in cui andrà a progettare, deve saperne la storia e capirne il piano urbanistico, deve riuscire a comprendere le necessità e il carattere del committente e infine deve possedere delle doti dialettiche non indifferenti per riuscire a convincere un eventuale giuria del suo progetto.
    Una passeggiata insomma!
    Però credo che se c'è passione e voglia di fare e si prenda questo lavoro più come uno stile di vita che come una professione allora sarà il mestiere più bello del mondo!

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