giovedì 20 giugno 2013

A case-study: la casa studio degli Aalto a Helsinki

Gino Anzivino


Labaula4 ha organizzato la conferenza del prof. Gino Anzivino dedicata alla casa-studio di Alvar Aalto, realizzata a Helsinki in collaborazione con la prima moglie Aino, importante collaboratrice dei suoi primi progetti. Una casa-studio progettata su misura dalla coppia tra il 1935-36, una casa preziosa, ricca di dettagli, soluzioni, invenzioni che l’attenta ricognizione del prof. Anzivino ci ha mostrato in quadro unitario. Essendo la casa-studio il tema progettuale del corso, la comprensione della casa Aalto è stata un’importante occasione per i progetti degli studenti, attualmente in corso. Ringraziamo Gino Anzivino, uno degli storici dell’architettura più importanti della nostra Università, per essere ritornato in Facoltà con questa lezione.

mercoledì 12 giugno 2013

Stratificazione e accumulazione come generatori di bellezza: Rocinha

Studio ++

Il tempo ha le sue forme di bellezza.
Tra queste senza dubbio la forma urbana: esito di un lento e continuo stratificarsi della storia socio-culturale dell’uomo e del suo disporsi nello spazio.
Forma in movimento fatta di parti, piccole azioni dei singoli e grandi scelte collettive, compromessi con la morfologia del luogo e con il senso delle relazioni che vivono al suo interno.
Gli insediamenti informali estremizzano questa bellezza nei loro processi di trasformazione velocissimi e nel senso dei loro spazi pubblici, che sono affermazione della necessità esistenziale, anche in condizioni di grande difficoltà, di una gerarchia urbana e di un equilibrio nel rapporto tra società e spazio.
Bellezza che ci hanno insegnato a capire artisti come Alberto Burri in cui la regola di fessurazione di un piano d’argilla richiama straordinariamente il senso dell’ordine nello spazio di un umile paese siciliano (Gibellina vecchia).
Con questa stessa sensibilità l’articolazione di pieni e vuoti in una favela ci aiuta a capire la regola più profonda delle relazioni tra vivere sociale, spazio urbano e tempo, ne diventa metafora e genera bellezza.

Abbiamo chiesto ai cinquanta studenti del corso di farsi carico ognuno del ridisegno vettoriale di una parte delle favelas più grandi del mondo: Rocinha a Rio de Janeiro. In questo modo abbiamo voluto innescare un processo di “formalizzazione” di un insediamento informale, nel quale il metodo stesso di disegno ripete il rapporto transclare tra particolare e  forma complessiva di una città, rende forma il processo e viceversa processo la creazione della forma, richiamando così il senso della città come opera d’arte collettiva.

lunedì 3 giugno 2013

Il problema della condivisione dello spazio pubblico in architettura e rispetto al colore della pittura...e il pulviscolo atmosferico

Paolo Parisi

Il lavoro di Paolo Parisi è di straordinaria importanza per l’architettura e impatta con tutto quel canale di ricerca che oggi indaga le potenzialità percettive e comunicative dello spazio pubblico. I suoi strumenti di ricerca sono quasi impercettibili ma si tramutano in vere e proprie atmosfere, prima mentali ma subito rese percettive ed emozionali. Tutte opere contestuali, che se da un lato sostanziano la sua ricerca sua ricerca ossessiva sul colore, dall’altro stabiliscono relazione forti, quasi genetiche coi luoghi.  Il suo lavoro sembra riecheggiare il monito di Bruno Zevi, che nel chiudere una delle sue ultime conferenze diceva:  “[…]Ho finito. Leonardo insisteva sulla necessità di tener conto delle nebbie, delle foschie, delle, sbavature, delle albe, delle piogge, del clima ingrato, del caldo e delle nuvole, degli odori, tanfi e profumi, della polvere, delle ombre e delle trasparenze, degli spessori soffici e quasi sudati, delle evanescenze fuggevoli. Adesso l'architettura è attrezzata per captare tali valori.