lunedì 3 giugno 2013

Il problema della condivisione dello spazio pubblico in architettura e rispetto al colore della pittura...e il pulviscolo atmosferico

Paolo Parisi

Il lavoro di Paolo Parisi è di straordinaria importanza per l’architettura e impatta con tutto quel canale di ricerca che oggi indaga le potenzialità percettive e comunicative dello spazio pubblico. I suoi strumenti di ricerca sono quasi impercettibili ma si tramutano in vere e proprie atmosfere, prima mentali ma subito rese percettive ed emozionali. Tutte opere contestuali, che se da un lato sostanziano la sua ricerca sua ricerca ossessiva sul colore, dall’altro stabiliscono relazione forti, quasi genetiche coi luoghi.  Il suo lavoro sembra riecheggiare il monito di Bruno Zevi, che nel chiudere una delle sue ultime conferenze diceva:  “[…]Ho finito. Leonardo insisteva sulla necessità di tener conto delle nebbie, delle foschie, delle, sbavature, delle albe, delle piogge, del clima ingrato, del caldo e delle nuvole, degli odori, tanfi e profumi, della polvere, delle ombre e delle trasparenze, degli spessori soffici e quasi sudati, delle evanescenze fuggevoli. Adesso l'architettura è attrezzata per captare tali valori.

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