mercoledì 12 giugno 2013

Stratificazione e accumulazione come generatori di bellezza: Rocinha

Studio ++

Il tempo ha le sue forme di bellezza.
Tra queste senza dubbio la forma urbana: esito di un lento e continuo stratificarsi della storia socio-culturale dell’uomo e del suo disporsi nello spazio.
Forma in movimento fatta di parti, piccole azioni dei singoli e grandi scelte collettive, compromessi con la morfologia del luogo e con il senso delle relazioni che vivono al suo interno.
Gli insediamenti informali estremizzano questa bellezza nei loro processi di trasformazione velocissimi e nel senso dei loro spazi pubblici, che sono affermazione della necessità esistenziale, anche in condizioni di grande difficoltà, di una gerarchia urbana e di un equilibrio nel rapporto tra società e spazio.
Bellezza che ci hanno insegnato a capire artisti come Alberto Burri in cui la regola di fessurazione di un piano d’argilla richiama straordinariamente il senso dell’ordine nello spazio di un umile paese siciliano (Gibellina vecchia).
Con questa stessa sensibilità l’articolazione di pieni e vuoti in una favela ci aiuta a capire la regola più profonda delle relazioni tra vivere sociale, spazio urbano e tempo, ne diventa metafora e genera bellezza.

Abbiamo chiesto ai cinquanta studenti del corso di farsi carico ognuno del ridisegno vettoriale di una parte delle favelas più grandi del mondo: Rocinha a Rio de Janeiro. In questo modo abbiamo voluto innescare un processo di “formalizzazione” di un insediamento informale, nel quale il metodo stesso di disegno ripete il rapporto transclare tra particolare e  forma complessiva di una città, rende forma il processo e viceversa processo la creazione della forma, richiamando così il senso della città come opera d’arte collettiva.

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