Laboratorio Ricci


Quattro case di Leo Ricci di Michela Sardelli




L’idea di studiare con gli studenti del corso alcune case progettate da Leonardo Ricci nasce con un duplice obiettivo.  Anzitutto avvicinare lo studente, che affronta per la prima volta il concetto della residenza, alle tematiche che caratterizzano la progettazione di uno spazio domestico, alla scoperta delle molteplici possibilità di vivere la casa e di come gli ambienti possono relazionarsi tra loro e con lo spazio esterno; inoltre, con questo lavoro si è voluto rielaborare e organizzare materiale riguardante alcuni importanti e inediti esempi dell’opera di Ricci.  Una sorta di scambio in cui lo studente possa arricchirsi, attraverso la conoscenza di questi spazi abitativi, e le case di Ricci, con tutte le intenzioni e i propositi che le hanno generate, possano esser conosciute per continuare a vivere attraverso le mani dei giovani studenti.

Gli studenti, infatti, suddivisi in quattro gruppi, hanno prima ridisegnato a mano quattro case (una per ciascun gruppo) dai pochi elaborati originali esistenti, poi  le hanno “tirate su” con impegno e dedizione costruendone i plastici che si sono evoluti  con gli stessi passaggi avvenuti nei cantieri delle rispettive case: hanno visto crescere le “loro” case, prender forma dai disegni piatti e distaccati che giacevano su fogli, avendo così un confronto diretto indispensabile per comprenderne a pieno le dinamiche spaziali.
Si tratta di abitazioni poco conosciute, che hanno in alcuni casi committenze con esigenze specifiche, si tratta di case “piccole, ma grandi” in cui “si sta bene in tanti, ma in due non ci sente soli”, in cui “tutto è a portata”, case in cui, anche a distanza di anni “si sta bene, si è felici”.

Queste sono le parole di Luca Londi che abita con Miriam la Casa Mori a Montelupo e che ci ha trasferito, attraverso i suoi occhi, la sincerità di tali affermazioni. Scrive inoltre: “ho ammirato Leo Ricci dal momento che sono entrato a casa mia, nella quale ancora oggi mi meraviglio di vivere, perché è un posto pieno di risposte, da guardare, fotografare e studiare…o anche per starci dentro e basta, godendosi gli spazi gli scorci le prospettive e le emozioni. In amicizia e pace, come avrebbe voluto l'Architetto.”
Elizabeth Mann, sulla sua casa di Forte dei Marmi, scriveva: “vi abbiamo vissuto e l’abbiamo trovata grandemente accogliente. E’ una casa felice”
Gli attuali abitanti di Casa Rosselli a Le Focette, i signori Magini, parlano così della loro abitazione: “Ci si sta bene, sia d’estate che d’inverno. Ci stiamo bene da soli o quando vengono i nostri figli con fidanzate e amici. Non vorremmo stare in nessun altro posto”.

Queste case, con le loro differenze strutturali e compositive, ancorate o sollevate da terra, pronte a salpare o atterrate come una navicella spaziale, condividono una compenetrazione interna degli spazi, una vibrante dialettica con il paesaggio e uno sfrenato istinto di apertura, di proiezione verso l’esterno che trova il suo centro propulsore nel baricentro dell’abitazione, il fulcro per eccellenza: il soggiorno sul quale si affacciano gli altri ambienti più intimi della casa, nel quale si sta insieme e si accolgono gli ospiti, attraverso il quale gli spazi e le persone dialogano, si relazionano e si arricchiscono, facendo così vivere lo spazio stesso. 
Tutta l’opera di Ricci è animata da premesse naturali e sociologiche, il desiderio di dar vita  a spazi felici ha mosso la sua mano e la ricerca di uno spazio in cui l’uomo, anonimo del XX secolo possa identificarsi, è stato il filo conduttore della sua opera e della sua vita.

Lo spirito di questo lavoro sulle case di Leo Ricci è quello di offrire allo studente la possibilità di fare un’esperienza, di trovare degli stimoli nel conoscere un modo di essere uomo, un modo di sentire la vita e l’occasione di farlo attraverso “one pair of eyes”, attraverso lo sguardo di chi sapeva vedere l’architettura e sperava che essa potesse contribuire, se non alla nascita di una nuova società, almeno alla felicità terrena dell’uomo. 




Casa Mori - Gruppo 1





Casa Mori è sita a Montelupo ed è analizzata dal gruppo composto da : Giada Romei, Giulia Pannocchia, Martina Salvadori, Arianna Novelli, Massimiliano Palmieri, Enrico Panizzi, Chiara Puccioni, Veronica Santini, Federico Rocchi, Silvia Innocenti e Ester Nerini.






Casa Mann-Borgese - Gruppo 2





Casa Mann-Borgese si trova a Forte dei Marmi, il gruppo che la cura è composto da: Giacomo Santi, Saverio Salvadori, Martina Susine, Martina Perini, Camilla Ricci, Daniele Stuggiù, Veronica Sessa, Cristina Scala, Francesco Sacchetti e Eleonora Radassau.






Casa Cardon - Gruppo 3





Casa Cardon si trova a Castiglioncello, in provincia di Livorno; il gruppo che si sta occupando della sua restituzione grafica è composto da: Daniela Nicolazzo, Chiara Pace, Sofia Pistolesi, Irene Nucci, Giulia Zanobini, Silvia Zanardi, Emanuele Remedi, Niccolò Zavaglia, Manuel Salvetti, Paolo Palagi e Gabriele Bragagna.






Casa Rosselli - Gruppo 4





Casa Rosselli si trova a Le Focette ed è stata assegnata al gruppo composta da: Francesco Puccini, Nicola Setti, Luisa Salani, Eugenio Pucci, Simone Nencini, Ottavio Scala, Leonardo Sergi, Giacomo Spataro e Davide Scopetani.








Progress

































5 commenti:

  1. Salve a tutti...sinceramente non ho mai scritto in un blog o per lo meno non ho mai fatto parte di uno..quindi sono profondamente sincera nel dirvi che sono fiera di averlo fatto per la prima volta nel blog LabAula4.
    In questi mesi, da quando é iniziato il corso, ho ricominciato a pensare di aver fatto la scelta giusta a iniziare il mio percorso universitario.Vedete...all'inizio dell'anno accademico ero molto dubbiosa, c'erano lezioni per i miei gusti troppo teoriche e troppo pesanti, credevo di non farcela ma da quando è iniziato il corso ho cambiato totalmente il mio punto di vista. Per questo devo ringraziare sia il Professore sia gli Assistenti che si sono impegnati cosi tanto, e che si sono fatti il mazzo per esserci sempre e sempre con qualcosa di nuovo. Personalmente posso dire che le lezioni teoriche non sono state pesanti come in altri corsi...anzi sono state uno spasso!!!! Rimanevo a bocca aperta ad ogni lezione degli amici del Professore, venivano a raccontarci le loro esperienze e i loro lavori in maniera così fresca che era impossibile non rimanerci a bocca aperta. Ringrazio tantissimo quindi tutti gli ospiti che hanno condiviso con noi le loro esperienze di crescita. Per quanto rigurda la mia di esperienza con questo corso posso dire che mi sono divertita tanto, che per me è molto importante affrontare le cose con il sorriso perché se cosi non fosse non le porterei nemmeno avanti.divertita a fare il plastico di casa MannBorgese, divertita al workshop, divertita anche quando non credevo di potercela fare adesso che ci penso, divertita ad ogni lezione con con ospiti più svariati, divertita anche a progettare la casa studio e le lunghe revisioni....tutti assieme!!! Ed è proprio qui che volevo arrivare con l'ultimo ringraziamento. Ringrazio tutti i miei compagni che hanno condiviso con me risate, domande ,dubbi e stress durante l'anno e durante questo corso...grazie a tutti per questa bella esperienza di crescita...Spero che a tutti vada tutto bene per l'esame e che le apettative siano ripagate...Adesso mi rimetto a lavore.....ciao a tutti
    Cristina Scala

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  2. Be che dire esperienza fantastica è stato come vivere in una bottega di artigiani, in un collettivo di persone straordinarie, in un gruppo di amici dove il tempo passa in fretta e soprattutto dove ognuno di noi è stato sempre consapevole del fatto che quel tempo era sicuramente un investimento per la nostra attività. E' stato bello discutere, confrontarsi e mettere in discussione le idee di ognuno di noi per poi andare a creare nei migliore dei modi la nostra opera.
    Si opera; perchè è questo che abbiamo fatto.
    Nel mio piccolo è stato come veder realizzare un nostro progetto.
    In fine di tutto ciò mi preme sottolineare il fatto di quanto sia importante lo spirito di gruppo e la collaborazione.

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  3. Ma questi plastici poi che fine faranno??
    sarebbe una cosa carina se venissero dati agli studenti... magari a sorte.. per gruppo!
    un ricordo di un lavoro, faticoso, meticoloso.

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  4. Leonardo Ricci: Maestro, Professore, Relatore, Collaboratore ... cos' altro ? ...
    Me Lo Ricordo profondamente sin dagli anni '70 . sempre allo stesso livello di Contatto . con un bichere di vini e una mattita in mano ...

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    1. salve, grazie del commento. Sarei interessato a parlarne, spero possa contattarmi a questo indirizzo: lab.aula4@gmail.com

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