Programma


Lab AULA 4 
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE 1
Prof. Arch. Giovanni Bartolozzi
Assistenti Arch. Elena Marcucci, Arch. Lorenzo Rossi, Arch. Michela Sardelli 
Anno accademico 2012/2013 – 2° semestre 
Corso di Laurea in Scienze dell’architettura
Anno di corso: 1° I Ore di attività in aula: 96 I CFU: 8



Premessa
Un corso universitario è anzitutto un momento di scambio reciproco tra docenti e studenti che impegna un periodo dell’anno; in questo ristretto arco di tempo e in assenza di certezze assolute sulla disciplina, riteniamo importante stimolare le coscienze e attivare nello studente una presa di coscienza della circolarità che rende chiaro un progetto di architettura. Il progetto è sinergia, lucida messa a fuoco di propositi, iniezione di speranze e prospettive per la vita dell’uomo. Questo pensiero che qui può sembrare al di fuori di un contesto e di esigenze reali starà alla base dell’attività didattica che svolgeremo, sarà il riferimento di questo corso.

Obiettivi
L’obiettivo del laboratorio é quello di proiettare lo studente nel vivo di un’occasione progettuale semplice ed unica al contempo. Semplice nel senso che il tema del progetto non avrà complessità di programma; unica nella dimensione esistenziale del progettista. Un’occasione di conoscenza delle tematiche del progetto, con particolare riferimento alle tendenze più innovative nel campo della residenza-studio, al fine avviare la costruzione di un metodo progettuale basico, a supporto di un’idea di spazio individuale, attenta alle caratteristiche ambientali e urbane.
Il corso sarà dunque incentrato sul tema della residenza unifamiliare, tappa fondativa per l’architetto, primo momento di confronto tra il progetto e l’esperienza umana del vivere lo spazio domestico.
Attraverso lezioni teoriche, revisioni, esercitazioni e letture specifiche stimoleremo la capacità di adoperare i dati e gli strumenti a disposizione del progettista, che saranno i valori del luogo ‐ storici, morfologici, urbanistici ‐ i requisiti tecnico‐funzionali, i riferimenti alle opere di architetti del presente e del passato e, non di meno, un programma funzionale opportunamente calibrato. Seppur riferito al semplice impianto di una residenza unifamiliare, il progetto potrà e dovrà esaltare, sul terreno concettuale e linguistico, le richieste funzionali e le possibili relazioni paesaggistiche. Le lezioni teoriche forniranno al progettista gli strumenti analitici e conoscitivi per mettere a punto simili operazioni progettuali. Attraverso di esse capiremo come il progetto può derivare le proprie matrici genetiche da un attento processo di analisi dell’intorno e delle sue valenze più significative, al fine di stabilirne un’aderenza profonda. Allo stesso modo il progetto dovrà sintonizzare e trarre ispirazione dai “luoghi” culturali, dai costumi di vita e dalle correnti artistiche, per incidere con operazioni progettuali nette, in grado di stabilire relazioni e affinità con i linguaggi artistici contemporanei.
La sintesi assoluta di questi obiettivi sarà quella di convogliare tutte le riflessioni sopra descritte in un organismo unitario, coerente con l’idea che lo ha generato e che consentirà al progettista di con‐formare il progetto ed anche di consentirne ulteriori mutazioni.

La casa
La residenza unifamiliare è da sempre il tema più affascinante per l’architetto. Sarebbe doveroso affrontarlo avendo coscienza di quanto potenziale creativo è stato sprecato nel nostro Paese sul tema della residenza e quindi anche della casa unifamiliare, poiché è evidente a tutti la bassa qualità di alcune realtà urbane, perfino in condizioni paesaggistiche uniche. Si tratta dunque di un tema centrale per il dibattito sull’architettura e per la rilevanza in termini di spinta al rinnovamento e alla qualità dell’abitare. La casa è sempre stata un’esigenza primaria dell’uomo, il luogo che assolve ai suoi bisogni vitali: lo spazio del corpo e della mente. Per questo essa rappresenta, assieme allo spazio pubblico, lo specchio di una società e riflette il livello di avanzamento, i valori politici e culturali di una comunità.
Un complesso di case unifamiliari da vita ad un quartiere, un complesso di quartieri compone un tessuto urbano e quindi brani di città. Vi è un rapporto di continuità inscindibile tra casa e città a tal punto che, in differenti fasi storiche, alcune case sono state pensate come prolungamento di strade urbane o ad ogni modo privilegiando il rapporto con la strada quale elemento linfatico per l’architettura.
Per quanto semplice possa sembrare il suo programma funzionale rispetto alle complessità di grandi edifici pubblici, la residenza necessita comunque di una logica assai simile a quella urbana nell’organizzazione degli ambienti. Esistono quindi delle gerarchie, dei punti da privilegiare, delle esigenze specifiche da soddisfare, degli indici da rispettare, delle prestazioni tecnologiche e ambientali da captare e assecondare: esiste cioè un mondo di relazioni da orchestrare per ottimizzare gli spazi e rendere emozionante la vita dell’uomo con pochi mezzi ed anche nelle situazioni più disagiate.
Il progetto della residenza unifamiliare richiesto, costituisce il momento conclusivo di questo corso e rappresenta per il progettista il primo passo per donare un’architettura alla terra che la accoglie.

Percorso del corso
Il laboratorio di progettazione I di quest’anno, sulla scia dello scorso anno, continua e potenzia alcune delle novità introdotte, dei cambiamenti sostanziali rispetto alla tradizionale struttura dei laboratori. Grazie a questa ipotesi sperimentale, i due laboratori del primo anno (Barberis-Bartolozzi) sono unificati da una linea guida precisa, che ha come principale obiettivo quello di compattare l’esperienza progettuale in un workshop intensivo, concentrato nelle ultime due settimane del laboratorio (al termine delle lezioni teoriche). Soluzione volta ad impedire la consueta frantumazione dell’attività progettuale, come solitamente avviene a causa degli impegni didattici legati ad altri corsi e soprattutto per simulare una (quanto più) reale occasione di progetto, che, come è noto, richiede una fase di più intensa attività e concentrazione.
Per questo motivo il laboratorio sarà strutturato da lezioni teoriche settimanali, esercitazioni analitico/progettuali e soprattutto da un workshop di progettazione che vedrà docenti e studenti attorno ai tavoli per il progetto finale. Dentro questa cornice sarà inserito un nuovo strumento di riflessione e di espressione che abbiamo chiamato “il quaderno del corso”, sorta di diario di bordo che sarà l’espressione più vera delle fasi di apprendimento del progettista dentro il corso. Con la massima libertà espressiva e in base al proprio metodo personale di trascrizione, il progettista è invitato a riportare le tappe del viaggio che percorrerà dentro il corso, tra le architetture e le opere che saranno esposte durante le lezioni. Se il corso costituisce l’impegno quotidiano nella vita del singolo progettista per l’intero semestre, il quaderno del corso sarà la testimonianza più fedele di questo impegno, sarà lo specchio per rivedere il proprio percorso e soprattutto sarà lo specchio per rivedersi.




Di seguito e in forma sintetica le tappe più importanti:

L’esercitazione: è la prima prova che consiste nello studio, nell’analisi e nella restituzione grafica e tridimensionale di una casa unifamiliare realizzata da un architetto contemporaneo, tra i dieci selezionati e indicati dai docenti. La consegna è fissata per fine aprile con un book A3 e un modello in scala 1/50.
Il workshop: è la forma di organizzazione didattica che consentirà di svolgere le attività progettuali in forma condivisa e collettiva. Oltre a piccole esercitazioni che si concentreranno nei primi giorni, è prevista assistenza ai progettisti per i plastici, per le tecniche di rappresentazione e per il progetto.
Il progetto: costituisce la prova conclusiva e come tale dovrà essere la sintesi di un percorso. Sulla base di indicazioni specifiche (che saranno fornite agli allievi), il progetto andrà presentato su quattro tavole formato A2, montate a quaderno e accompagnate da una relazione illustrativa di quattro pagine.
Il quaderno del corso: sulla base di un comune formato, il progettista realizza un quaderno che raccoglie appunti, riflessioni, disegni e quant’altro ritiene utile al proprio apprendimento più o meno legate alle attività del corso (ulteriori indicazioni saranno fornite durante le lezioni).




Bibliografia
Bruno Zevi, Saper Vedere l’architettura, Einaudi Roma, 1945
Giovanni Michelucci, Dove si incontrano gli angeli, Fondazione Michelucci/Carlo Zella editore Firenze, 2001
Bruno Munari, Fantasia, Collana Universale Laterza, Bari 2012
Giò Ponti, Amate l’architettura, CUSL Milano, ed.2004
Giovanni Bartolozzi, Leonardo Ricci, lo spazio inseguito, Testo&immagine Torino, 2004
Giovanni Bartolozzi, Impalcature mentali, AZ Firenze, 2009






“L’azione è il vostro impegno, voi dovete scoprire, voi siete dotati di occhi bocche e orecchie che sono strumenti di scoperta. Per trovare bisogna cercare, dunque muoversi, dunque partire, dunque camminare. Voi smettete di camminare il giorno che morite. 
Io sono sempre stato studente.”   Le Corbusier






Nessun commento:

Posta un commento